Perchè le aziende “concorrono” per la visibilità su google?
di Marco Pini (consulente SEO)

Visibilità siti internet e Google. Ecco perché tutti vogliono apparire sul più popolare motore di ricerca.

Google NON è il solo motore di ricerca ma è il leader incontrastato, anche se ci sono tantissimi motori di ricerca.

Google è ad esempio il più utilizzato in Italia (e nella società occidentale) creando la percezione di un monopolio e di unicità in tutti noi. Se chiediamo a qualcuno a caso in strada quale motore di ricerca conosci? La risposta sarà GOOGLE, non solo, probabilmente questa stessa persona penserà anche che è L’UNICO motore di ricerca esistente.

In realtà la situazione è molto più complessa di quanto si possa pensare. Anche se è verissimo che anche in Italia tutti vogliono essere posizionati su google, e grazie, è di gran lunga il motore di ricerca più conosciuto ed utilizzato. Le cose però cambiano in altre aree del mondo, per esempio, in tutta l’area ex sovietica (Russia, Ucraina ecc.) YANDEX rivaleggia con google ed è un motore di ricerca imprescindibile per tutte quelle aziende che vogliono SFONDARE su quel mercato. Ugualmente se volessimo esportare ed essere visibili in Cina e nelle così dette (e forse ex) tigri asiatiche dovremmo considerare BAIDU, un motore di ricerca utilizzatissimo in quei paesi. Senza contare altri competitori di google come “bing” o i motori di ricerca verticali. Curiosi, ecco qua una lista: lista motori di ricerca (wikipedia).

Ecco quindi che la situazione è, come sempre quando si parla di “società e di internet” più complessa di come viene presentata spesso dai marketer e dagli addetti ai lavori.

Un esercizio interessante, che potreste fare è quello di fare la stessa identica ricerca su questi motori di ricerca e vedere che cosa cambia, tanto per capire, anzi provare ad interpretare, le differenze che sottointendono ai differenti algoritmi utilizzati!

Detto questo a livello di aziende (piccole o grandi che siano) italiane tutte vorranno apparire ai primi posti su google.it

Perchè è presto detto, tramite un  motore di ricerca posso intercettare utenti che sono interessati esattamente al mio prodotto (consumatori in una società come la nostra che mette al centro dell’esistenza il denaro e il potere di acquisto, purtroppo) . Pensate alla forza di questa forma pubblicitaria, non è un messaggio che interrompe mentre sto facendo altro, come la pubblicità alla radio o alla televisione o al cinema. Sono io consumatore che cerco qualcosa su un motore di ricerca e TAC visualizzo esattamente una lista di risultati di qualità (si spera…) che offrono esattamente quel prodotto.

In estrema sintesi la battaglia per i primi posti su Google è tutta qui.

La maggior parte di coloro che possiedono un sito internet, un blog o un e-commerce hanno in comune il desiderio, e la priorità, di apparire tra le prime pagine di ricerca di quello che ormai rappresenta il più grosso motore di ricerca su internet: Google.

Ma perché questa esigenza accomuna la maggior parte degli internauti possessori di siti web? La risposta sembrerebbe chiara: se non sono visibile non vendo!

Chi non mostra non vende per dirla con un vecchio proverbio!

Oppure: se quello che scrivo non lo legge nessuno tanto vale smettere! Sebbene queste affermazioni possano rappresentare la risposta tipo che riceverete dalla gran parte di possessori di portali internet, blog o quant’altro, in realtà le motivazioni non si fermano qui, ma saranno facilmente intuibili, una volta che si capirà con quali criteri Google “sceglie” di mettere tra i primi della lista, determinati siti anziché altri.

Google rules. Come il colosso di Mountain View sceglie e decide i contenuti da prima pagina

Da internauti vi sarete chiesti tante volte come mai alcune pagine internet siano immediatamente raggiungibili effettuando una semplice ricerca, mentre altre sembrano sparire, fagogitate dalla moltitudine di contenuti multimediali in continua e inarrestabile crescita.

Si tratta solo notorietà? Solo in parte, capire come google decide quali sono i siti da premiare su una determinata ricerca è molto complesso ci sono centinaia di “segnali” che google utilizza per capire quale risultato mostrare dopo che un utente ha effettuato una ricerca, possiamo riassumerli (semplificando) in questi:

  1. Ricerca dell’utente: cosa vuol fare l’utente? Se google pensa, ad esempio, che voglia ottenere delle informazioni mostrerà dei siti, se invece pensa che voglia acquistare dei prodotti mostrerà altri siti
  2. Contenuti: i buoni contenuti sono premiati dal motore di ricerca
  3. Popolarità: più un sito è popolare e meglio è. Nella popolarità considero anche i link che da altri siti web rimandano ad una determinata pagina
  4. Social: popolarità del sito sui social network
  5. Usabilità: più il sito è utile e facile da usare per l’utente più verrà premiato.

Algoritmi e contenuti di valore.

Il primo segnale per google sono sicuramente i contenuti di qualità.

Perché Google dovrebbe offrire a migliaia di utenti che ogni giorno consultano la sua search console, siti internet obsoleti, aggiornati con discontinuità, o magari lenti a caricarsi, con errori ortografici, con contenuti frutto di copia e incolla?

E’ naturale che il motore di ricerca premi i contenuti validi di qualità che aggiungo valore, agevolando così tutti coloro che effettuano le proprie ricerche tramite Google nel trovare il meglio del web senza troppi sforzi, sapendo bene che un utente soddisfatto è un utente che tornerà ad utilizzare il motore di ricerca.