Giovani e connessioni a internet: 5 consigli per un uso sicuro della rete

I nativi digitali e la “loro” internet

Un millenial respira internet fin dalla nascita. Rinunciarvi sarebbe come vivere su un pianeta alieno, dove un’eccentrica gravità costringa a stare capovolti. Una cosa incredibile e impossibile. Il web nella sua realtà è uno spazio onnipresente, sconfinato, che gli offre un profilo social, videogiochi, un navigatore GPS per orientarsi, e la conoscenza del mondo. Le informazioni su un film e il significato del vocabolo “icastico” sono lì, sulla rete. Perfino la pubblicità per i millenials include internet: la figlia lamenta un problema e la mamma risolve consigliando quel prodotto miracoloso. Dal vivo? No, tramite una videochiamata.

Ma la realtà virtuale nasconde anche insidie studiate per intrappolare gli inesperti.

I rischi del web

Cyberbullismo, miopia, phubbing, Photoshop… Tutti esempi dei pericoli celati nella realtà virtuale. Per evitarli, ecco i consigli giusti. Sempre partendo dal presupposto che internet è una grande risorsa ma contiene anche dei pericoli e resta fondamentale un percorso di formazione e media education.

Phubbing: cambiare ruolo

Phubbing significa preferire lo smartphone agli altri. I millenials sono quelli che lo fanno più spesso. Il rischio è un isolamento progressivo, finché rimane solo internet. Ma le relazioni dal vivo sono insostituibili. Inoltre, chi è isolato è più esposto a ulteriori insidie del web. Una soluzione c’è. Lasciare spento lo smartphone e uscire con qualcuno che ha lo stesso vizio. Visto che brutte sensazioni subisce chi è trascurato? Adesso una domanda. Il phubbing nasce dalla noia dovuta alle frequentazioni sbagliate? Se è così, è il momento di cambiarle.

Miopia e insonnia: modificare le abitudini

Miopia e rischio di cecità: il legame con l’uso di internet è deleterio. La soluzione è abituarsi alla ginnastica oculare. Si fa spostando lo sguardo su panorami distanti, a intervalli regolari. In pratica: stare all’aperto, o almeno distogliere gli occhi dal proprio dispositivo di tanto in tanto. Va bene anche un’app che ricordi quando fare pausa.

Rimanere svegli per navigare? Malissimo, ne risentono le prestazioni psico-fisiche del giorno seguente! Se è un’abitudine, il consiglio è impostare un allarme che avvisi quando è ora di scollegarsi.

Cyberbullismo: agire subito

Il bullismo virtuale può provocare anche suicidi. E’ un fenomeno più esteso del bullismo reale, per via dell’anonimato offerto ai bulli. Se un adolescente si accorge di esserne vittima, la prima cosa da fare è chiedere aiuto a genitori, amici e insegnanti. Subito. Più il tempo passa, più il problema si ingrandirebbe: i bulli, impuniti, oserebbero sempre più.

Privacy: usare sempre le giuste regole

Nell’era del data mining, ogni giovane è una preziosa miniera di informazioni, utili per gli scopi più disparati: furto d’identità, spamming, sottrazione di dati di bancari, etc. E poi c’è il gossip. Un’immagine imbarazzante su fb è per sempre, e forse risalterà fuori nel momento più infelice. Per svicolarsi dai guai occorre prevenire, con password robuste, prestando attenzione a Bluetooth e wifi free e usando un indirizzo email a parte per iscrizioni ai siti inaffidabili. Quanto ai post, prima di cliccare invia, è il caso di pensare a quello che si può perdere.

Photoshop: un’occhiatina alla realtà….

Nemmeno belloni/e si salvano: se sono testimonial di qualche campagna di advertising, c’è Photoshop anche per loro. Risultato: un adolescente, specie femmina, si sente un mostriciattolo. Il punto è che si tratta di modelli inarrivabili, almeno finché qualche fotografo malandrino non ruba scatti “reali” alle cosiddette bellezze inarrivabili e… quanta cellulite! Consiglio: salvare quelle foto reali, oppure scaricare un programma che mostri i fotoritocchi nelle immagini…