Il gruppo di media educator di NetReputation Firenze lancia un sondaggio sul Cyberbullismo [Cyberbyllismo allo specchio il nome del progetto] per indagare il fenomeno affrontandolo dal punto di vista soggettivo degli attori coinvolti (genitori, insegnanti, ragazzi).

L’iniziativa ed il questionario non pretende di indagare i risvolti psicologici ma ha l’obiettivo di portare alla luce materiale informativo che sarà poi utilizzato nella realizzazione e pubblicazione di un E-book (liberamente scaricabile) contenente delle utili indicazioni pratiche ed operative per i genitori, i ragazzi e gli insegnanti su come affrontare il problema del Cyberbullismo (parlando di privacy, tools, avvertenze e consigli per approcciare la rete e i social network usando sempre la testa!).

A partire da questa iniziativa come “Relazioni Digitali” proponiamo un breve post dedicato all’argomento! Buona lettura!

Cyberbullismo: cos’ è?

Il Treccani definisce il cyberbullismo come Bullismo virtuale, atto di violenza compiuto mediante la rete telematica. (Fonte: Cyberbullismo voce dell’enciclopedia Treccani)

Queste azioni possono essere compiute in diverse maniere, per esempio da soggetti che tramite la rete ed i social per gioco o per interesse personale oppure per “scherzo” tormentano attraverso i social e la rete una vittima.

A differenza del “bullismo” il “cyberbullismo non dà respiro alla vittima, internet è ovunque ed ovunque la vittima viene tormentata da messaggi, insulti, furti di identità, violazione della sua privacy, post di minacce o insulti, chat, messaggi privati e collettivi che non danno letteralmente tregua.

Il web è invasivo, i ragazz* spesso navigano tramite dispositivi mobili perennemente connessi ad internet. Questa invasività totale è uno degli aspetti più delicati da affrontare. Spesso viene sottovalutato il fenomeno o minimizzato dagli stessi genitori “è solo uno scherzo, è solo un post, posso rimuoverlo” senza pensare alla vittima e sopratutto senza pensare che una volta pubblicato in rete un messaggio è impossibile da arrestare potrebbe venir condiviso in poche ore da centinaia di persone.

Alcuni casi di Cyberbullismo

Soprattutto negli ultimi anni i casi di Cyberbullismo sono aumentati e hanno invaso l’intera sfera emotiva dei soggetti colpiti. Di solito i casi più classici sono quelli che si verificano a scuola, niente di diverso dal vecchio bullismo, con la più pericolosa macchinazione di internet.

Sul web infatti si possono immortalare tutte le proprie azioni di scherno, e quindi l’atto, tramite il supporto video o foto può raggiungere fama rinomata in breve tempo, in modo da non poter più tornare indietro. Purtroppo numerosi sono infatti i casi di suicidio dovuti a questo tipo di dinamiche. Ma anche senza arrivare ad un gesto così tragico i danni sono tantissimi in una fase evolutiva così delicata.

Altra sfera in cui purtroppo sono molti i casi è quella sessuale, clamoroso il caso di Tiziana Cantone, della quale furono messi on line filmati mentre lei aveva dei rapporti sessuali con un ragazzo, e lo esortava a fare il video da cui nacque il tragico tormentone bravoh! Tiziana Cantone ha provato a cambiare nome, città, vivere sotto protezione delle autorità, ma tutto questo non è servito a niente l’invasività è stata totale così come la mancanza di rispetto di chi ha cavalcato la notizia.

Cybersecurity un fattore sempre più importante

Una buona abitudine è quella di non dare mai password, numeri di conto, indirizzi privati, a sconosciuti, soprattutto se di età molto diversa: ricordiamoci sempre che è possibile rivolgersi ad un adulto della famiglia o ad un insegnante o alla polizia postale. Parlarne subito con un adulto e parlarne in classe ed a scuola, può essere anche un altro valido consiglio.

Non isolarsi e rimanere in contatto con le persone care, in fondo la cosa si può prendere anche con ironia, dopo aver denunciato. E ultimo consiglio ma il più valido di tutti è mai mai e poi mai scambiare video hard con persone le quali si conosce poco, e molto spesso, anche con quelle che si conoscono bene. Il digitale una volta scambiato non si ferma!

L’educazione ai media è un aspetto fondamentale e prioritario per gli enti formativi!

Educare ad una lettura critica della rete, ad un uso consapevole degli strumenti e dei dispositivi digitali, al rispetto e alla consapevolezza che il WEB è REALE e non si tratta di un “luogo in cui tutto è concesso”. A partire da questi elementi può nascere un internet positiva e formativo che utilizza gli strumenti del web 2.0 per finalità educative (ne abbiamo parlato ad esempio in: blog come strumento educativo e formativo)