Ad blocking: come funziona, e perché utilizzarlo?

Nel linguaggio informatico l’ad blocking è l’insieme delle soluzioni adottate per “filtrare” la pubblicità virtuale, fino ad eliminarla del tutto quando desiderato.

Una contromisura che, se da una parte si è rivelata necessaria visto l’aumento esponenziale delle finestre pubblicitarie durante la navigazione web (in particolare in siti di informazione, testate giornalistiche, blog di settore, streaming), dall’altra è costantemente criticata per via dell’abuso da parte degli utenti. La popolarità di ad-block è dovuta senz’altro ad una pubblicità molto invasiva che “segue” (grazie alla pratica del così detto remarketing un importante strumento per il web marketing) l’utente nella sua navigazione proponendo in continuazione la pubblicità dell’ultimo prodotto commerciale (treno, aereo, scarpe) che ha visionato nel tentativo di farlo comprare. Ma anche alla “crisi” dell’editoria, la diffusione dei blog (per noi ottimi strumenti come abbiamo visto in: Il blog: uno strumento utile anche per la formazione), il crollo della pubblicità tradizionale ha fatto si che molti editori di siti hanno dovuto ricorrere massivamente alla pubblicità per sopravvivere.

Cerchiamo di fare chiarezza sull’argomento con l’esempio più rappresentativo, l’estensione AdBlock disponibile sia per i browser Firefox che Chrome e che viene utilizzata da una porzione molto importante dei navigatori della rete. Tanto che molti portali, siti web anche famosi (si pensi al sito web del più importante divulgatore informatico italiano Aranzulla) hanno adottato contromisure che invitano gli utenti a disabilitare l’estensione ad block se vogliono fruire del contenuto.

AdBlock, l’estensione anti-pubblicità per eccellenza

Il funzionamento di un plug-in per l’ad blocking è semplice: si installa direttamente sul browser, senza la necessità di verificare manualmente i file dell’installazione, quindi un’operazione rapida anche per i neofiti del settore. Uno dei più famosi plug-in è senza dubbio AdBlock, un nome piuttosto didascalico che rappresenta appieno il funzionamento dell’applicazione, ovvero quello di fermare i pop-up pubblicitari in modo efficiente.

L’estensione AdBlock è gratuita e accessibile a chiunque, nonché compatibile con tutti i maggiori browser, tra cui Mozilla Firefox e Google Chrome, come abbiamo già detto.

Cosa cambia navigando con ADBLOCK?

I “vantaggi” (il motivo delle virgolette sarà chiarito nel prossimo paragrafo) dell’utilizzo di un sistema come AdBlock si rispecchiano nell’esperienza generale di navigazione.

Gli utenti, infatti, potranno fare a meno di eliminare manualmente le finestre pubblicitarie, che talvolta – questo è innegabile – sono programmate in modo davvero invadente, arrivando a coprire per intero parti fondamentali della pagina.

Nei casi peggiori non è presente la solita croce per la chiusura della finestra, obbligando a cliccare direttamente sullo spazio pubblicitario nel tentativo di eliminarlo.

Tanti siti stanno correndo ai ripari invitando l’utente a disabilitare Ad Block se vogliono fruire del contenuto, in una “guerra costante” tra gli sviluppatori e gli editori o i webmaster.

L’antitesi: perché non utilizzare AdBlock?

Le analisi effettuate dagli esperti del marketing web parlano chiaro: AdBlock (così come tutte le altre estensioni analoghe) non è poi così diffuso come si può pensare (almeno al momento) ma copre comunque una fetta importante del “mercato” dei navigatori.

Per esempio su YouTube, la piattaforma di condivisione video più visitata in assoluto, solo il 20% degli utenti fa uso di plug-in per filtrare le inserzioni pubblicitarie. Ma è pur sempre il 20%, 1/5 dei navigatori.

I motivi sono diversi, e il primo è probabilmente di natura morale.

La pubblicità permette ai gestori dei siti web di guadagnare dalla loro attività online: senza i finanziamenti da parte degli inserzionisti molte famosissime realtà web non sarebbero possibili, perché le spese supererebbero di gran lunga i guadagni.

Un altro motivo, di stampo meno altruista, è la qualità delle inserzioni mostrate: basta avere un’infarinatura generale dell’Internet per accorgersi che le pubblicità troppo invadenti si trovano solo nei siti di nicchia, amministrati con pochi fondi e senza nessuna filosofia imprenditoriale.

Nelle piattaforme più popolari e ben coordinate invece (Amazon, Facebook, YouTube e così via) la pubblicità è sempre indirizzata a ciascun utente sulla base delle ricerche effettuate, quindi in alcuni casi può essere decisamente più utile che fastidiosa.

E questo è sempre più frequente, grazie ai continui miglioramenti che le aziende apportano all’intelligenza artificiale che gestisce i server.

Parola d’ordine: equilibrio e capacità di distinguere contenuto di valore e contenuto che merita di essere bloccato tramite AdBlock

Come si è appena visto, non esiste una regola assoluta per una buona convivenza con la pubblicità sul web. Le inserzioni possono risultare un ostacolo e un vantaggio allo stesso tempo.

Allora come comportarsi?

Fortunatamente i programmatori di AdBlock e degli altri plug-in hanno pensato a tutto: i filtri sono personalizzabili, in modo da poter decidere su quali singole pagine questi debbano essere attivi.

Un compromesso ideale che, in poco tempo, può permettere a qualunque utente di ottenere delle pubblicità su misura senza che queste siano mai d’intralcio nei confronti dell’esperienza di navigazione, e soprattutto senza svantaggiare chi gestisce il proprio sito nel modo più appropriato.

Se ti trovi di fronte ad una bella risorsa, un sito che offre valore o che ti ha facilitato la vita spiegandoti come fare una cosa, ricordati che quel sito potrebbe VIVERE CON le inserzioni pubblicitarie.

Buona navigazione e il nostro consiglio è quello di provare ad utilizzare sul tuo browser preferito l’estensione AdBlock proposta in questo articolo.